Cari futuri clienti, miei o dei miei colleghi.


Tengo a voi e desidero il vostro bene. Perciò vi scrivo questo pensiero, non potendovelo dire di persona. Lo scopo è di liberarvi da una inutile sofferenza causata da un equivoco molto comune, il quale merita di essere risolto una volta per tutte.

Andiamo al punto: ognuno di noi è portatore di svariate sofferenze, di vari gradi di intensità e di influenza.

Mi riferisco a tutte le sofferenze, comprendendo lutti e malattie, sconfitte e delusioni, nostre e dei nostri cari. Queste sono sofferenze tangibili, ineluttabili.

Ogni sofferenza che conosciamo, e che quindi fa parte della nostra esperienza, induce il nostro cervello a temere che si ripresenti ancora, magari in altre forme, per esempio quando accade un incidente in bicicletta, in seguito temiamo anche gli incidenti in moto o in auto.

Fin qui tutto scorre via in modo spontaneo, fino a quando qualcuno interpreta le nostre sofferenze assegnando loro una causa diretta.

Come dire che una persona si è ammalata perché lavorava troppo o un’altro fa un incidente perché aveva il cellulare, indubbiamente c’è del vero in questi esempi, ma non è del tutto vero, e altre volte diventa persino falso.

Il corpo umano è un sistema complesso, come lo è la società in cui vi è immerso e vive.

Se una persona lavora troppo ha certamente molto stress, ma potrebbe avere anche molte soddisfazioni, e poiché gli ormoni associati a queste emozioni influiscono il sistema immunitario, chi può sapere se il bilancio è favorevole o avverso? Può essere che si sia salvato da molte malattie che non si sono mai presentate.

Ecco che associare una sofferenza ad una sola causa è un errore molto grave.

Soprattutto perché il cervello adotta un meccanismo di reazione alla sofferenza ed alla paura comunemente chiamato rabbia, collera. Questo serve ad attuare contromisure, ma in questo caso non potranno mai portare al successo, visto che la vera causa non è una soltanto.

È qui che si produce la sofferenza inutile, la delusione. Il problema peggiora perché diventa un circolo vizioso di sofferenza, paura rabbia che porta solitamente ad una rottura, lieve o catastrofica che sia.

Ogni vita umana ed ogni circostanza che la avvolge, famiglia, lavoro, salute sono talmente complessi che solo multiple prospettive possono intuire i circoli viziosi e riportarli ad essere virtuosi.

Ricordate bene, non esiste una sola causa, non funziona la sola soluzione, anzi è controproducente.

Invertire la rotta è una operazione che richiede destrezza e competenza, non è la prima cosa che passa per la mente, proprio no.

Tenetevi strette le persone competenti ed appassionate e lasciare perdere quelli con la soluzione facile.

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