L’acqua sopra il fuoco


Quando una persona fa molta attività intellettuale e usa poco il corpo, spesso ha la testa molto calda con gli occhi tesi mentre la pancia e le estremità sono fredde.

In questi casi, gli antichi cinesi usavano dire “avere il fuoco sopra l’acqua” ed era considerata una situazione molto sfavorevole, in quanto il fuoco poteva divampare senza confini e bruciare anche le proprie fonti rapidamente, mentre l’acqua rimaneva al di sotto, isolata e fredda.

La situazione opposta, avere la testa fresca e la pancia calda era detta “avere l’acqua sopra il fuoco”. Questa condizione risulta propizia perchè il fuoco è delimitato dall’acqua e quest’ultima riceve energia dal fuoco, una situazione adatta a cucinare, a nutrire.

Sebbene il semplice accorgersi di essere in queste due condizioni sia già un ottimo livello di consapevolezza, la vera utilità sta nel saper migrare dalla condizione avversa a quella favorevole.

Spostare il fuoco sulla pancia si può fare in vari modi, persino passando l’aspirapolvere immaginando di spingerlo con l’ombelico, l’importanza del concetto sta nell’aprire le prospettive di ciascuno ad essere presente a sé stesso, dando intenzione alle proprie azioni quotidiane ed ascoltando il loro effetto.

In effetti, prima di delegare a nuovi metodi il compito di salvarci, è molto più efficace rivisitare quello che già facciamo migliorando la partecipazione del corpo all’azione.

Per esempio, se da tempo facciamo uno sport, magari imparato da soli, un ottimo salto di qualità è prendere alcune lezioni personali per correggere la postura e portare l’attenzione al portamento delle gambe e del bacino, la respirazione cambierà di riflesso.

Un eccellente esercizio per la percezione di “hara” (addome in giapponese), consiste nel fare un respiro pacato, lasciare uscire l’aria lentamente, trattenere il vuoto, spingere in fuori la parte della pancia che sta tra l’ombelico e il pube, mantenere un poco, ed inspirare lentamente.

Ripetere lentamente un’altra volta.

Attenzione, se si forza, la consapevolezza e l’efficacia spariscono.

Si deve essere attenti e delicati.

Questo tipo di esercizi non agiscono come prendere una pastiglia per il mal di testa, che basta inghiottire e funziona anche se pensiamo ad altro. Questi movimenti sono come andare ad un concerto o al cinema, se sgranocchiamo patatine siamo distratti, e nonostante il concerto possa essere un’opera eccelsa, non ci suscita nulla.

Per far funzionare un esercizio, una azione, si deve “esserci dentro”, non si può pensare ad altro, perché in ogni movimento si deve essere presenti a sé stessi.

In una parola, si deve essere consapevoli.

Una risposta a "L’acqua sopra il fuoco"

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  1. Sì, mi ha fatto piacere trovare riflesso nell’immagine del tuo specchio parti del mio volto. Grazie per la tua trasparenza che come un soffio di vento porta al mio orecchio parole ispirate. Marco.

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