Tre pilastri della percezione intuitiva


  
La percezione è un delicato segnale da cogliere, mentre l’intuizione è un atto creativo; si arriva ad entrambi attraverso l’attenzione a: Incertezza, Gradiente e Genesi. (1)

Coltivare l’incertezza continuamente, per non dare mai nulla per scontato; in special modo non essere mai certi della correttezza delle nostre azioni.

Per esempio, durante un trattamento, far muovere un braccio fino alla destinazione voluta, pone attenzione alla meta invece che al percorso.

Fare questo implica un ingaggio di forza invece di una attivazione della percezione.

Se la persona ha un problema alla spalla, con questo approccio, avrà un soprassalto e la fiducia crollerà.

Forza e percezione sono come parlare ed ascoltare, si alternano.

È il dubbio che genera la sensibilità. Mettere in dubbio l’azione, attiva la percezione.

Dare estrema attenzione al gradiente
ogni piccola variazione di resistenza indica una sorgente di sofferenza, ecco il mezzo e lo scopo del prendersi cura di qualcuno.

Per esempio, sostenere e muovere una gamba può essere inteso come sollevare e ruotare, ecco un’altro caso di azione senza percezione.
La gamba, che va considerata come il principale strumento di fuga, va presa in carico e sostenuta ricevendo la responsabilità in delega dall’ileopsoas.
La gamba va portata ad esplorare quali angoli appartengono alla sensazione di disagio.

Per esplorare si intende il muoversi attenti come camminare su un ghiacciaio senza sapere dove sono i crepacci.
Si deve cogliere i segnali quando si è ancora in tempo per fermarsi. Questa è attenzione.

La ricerca della Genesi
è l’origine della sofferenza, il vuoto che provoca il pieno, il disagio che crea la tensione.

Per intuire la genesi si deve prendere l’attitudine a non sedersi mai su considerazioni temporanee, ma cercarne ancora le cause.

È come risalire ad un albero genealogico, per ogni effetto investigare la causa, come Sherlock Holmes di fronte ad un caso impossibile.

note:

(1) quanto scritto proviene dal sottoscritto e da ciò che ho imparato, spiacente di non fornire riferimenti, ma preferisco investire nella condivisione.

 

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