L’inferno vero e quello stupido.


 

Essere un bambino africano in una zona infestata dalla malaria è un vero inferno, vivere in una città e soffrire l’inferno della solitudine, depressione o morire di cancro è un inferno stupido.

 
Cosa rende diversi per me i due inferni? Non certo il dolore di chi li vive, per il quale tutti devono portare rispetto.

 
Da persona che ha ricevuto il lusso di una istruzione, penso che la stupidità sia nel possedere risorse di cui abbiamo davvero bisogno e non riuscire ad utilizzarle.

 
Noi fortunati (ad essere nati qui e non lì) disponiamo di mezzi per studiare, comprenderci, comunicare ed evolvere e gettiamo tempo e vita ad offenderci nei social.

 
Delle persone geniali hanno addestrato dei cani a sentire l’odore delle malattie in fase precoce; alcuni studenti informatici, non medici, hanno addestrato un computer a discriminare mammografie di seni sani da quelli cancerosi con una precisione e rapidità maggiore dei migliori esperti, quel computer e quel programma potrebbero risiedere in qualsiasi città ed esaminare tutte le mammografie del mondo ad un costo quasi nullo.

 
Perché tutto questo non si realizza? Perché, sebbene non siamo stupidi, ci comportiamo così. 

 

2 risposte a "L’inferno vero e quello stupido."

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