Quale arca e quale Noè ci salveranno?


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Come la natura insegna a salvarci.

Nei branchi di zebre i giovani si affidano all’esperienza degli adulti che sanno dove guardare e cosa annusare per intuire il pericolo; per imitazione il loro esempio si trasmette ai nuovi esemplari.

Se una zebra curiosa esce dal branco per esplorare, deve avere i sensi allertati, perché sarà la prima ad essere cercata dai leoni.

Quindi il branco protegge i suoi componenti, ma a volte capita che non sa limitarsi, e che mandrie intere di bufali si siano lanciate in una folle corsa verso un precipizio. In questo caso, tutti i bufali precipitano senza scampo, gli ultimi seguendo i primi che, a loro volta sono spinti da quelli che seguono.

Imitare a volte uccide.

Anche gli umani in branco fanno azioni che da soli non avrebbero mai fatto.

Con questi esempi volevo chiarire che un branco protegge, ma non è garanzia di salvezza.

Per assurdo, se l’ordine dei commercialisti diventasse la più potente associazione, ottenendo il monopolio assoluto e conquistando privilegi sempre più grandi, e organizzasse persino le Olimpiadi dei Commercialisti, diventerebbe una casta talmente regale che nessun cliente potrebbe permettersi il lusso delle sue funzioni; qui si creerebbe una rottura.

Tutti noi abbiamo bisogno di tutti gli altri, per questo l’istinto ci porta ad imitare il gruppo, le mode, le ambizioni, le pulsioni; anche vomitare diventa istintivo perché potremmo aver mangiato la stessa cosa di chi sta vomitando.

Un ordine superiore di protezione si ha relazionando stabilmente più sciami. Lo sciame sistema deve essere misto, contenente branchi di ogni specie.
Proprio come la recente visione dell’uomo, considerato come un universo di specie batteriche indispensabili alla vita dell’unico esemplare ospite. Recenti studi – Changing gut bacteria through diet affects brain function, UCLA study – ipotizzano che stati emotivi e obesità dipendano dalla flora batterica dell’intestino; alla faccia delle teorie razziste sulla superiorità dell’uomo sull’uomo o sul pianeta, o a certe interpretazioni molto rampanti sul “Ciascuno è artefice della propria sorte”…. Se prendi una infezione che provoca dissenteria, potresti essere anche Leonardo Da Vinci, ma la vita sarebbe un inferno.

Fino a quando l’uomo penserà da singolo e le corporazioni penseranno da casta, il nostro destino sarà inevitabilmente segnato da un collasso.

Abbiamo in Italia alcuni partiti e movimenti politici che usano normalmente l’insulto verso “il diverso” come collante e reclutamento di voti ottenendo un guadagno immediato, ma miope, perché questo è consenso a breve termine.

Queste associazioni non sanno che l’insulto è l’antitesi dell’empatia e della comprensione; e risolvere i problemi senza comprensione è come confondere la cassa di risparmio per la sala bingo.

Se la politica non risolve i problemi è come andare da un fisioterapista che ci spiega solamente che lui ha capito.

Quando saremo un sistema pianeta, madre e padre nello stesso giorno allora vedremo l’evoluzione che finora abbiamo perso.

2 risposte a "Quale arca e quale Noè ci salveranno?"

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