I motivi degli insulti.


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Mi sono chiesto il perché della gratuità di tanta cattiveria nel web, certamente l’immediatezza nel digitare insieme alla possibilità di lanciare il sasso e nascondere la mano agevolano le espressioni rozze e truci, ma le radici delle emozioni sono ben altro che il fruscío delle foglie.

La cattiveria non è un istinto bestiale, è un comportamento conseguente alla paura ed al dolore.

Chi insulta reagisce al proprio dolore personale.

Forse prova invidia o forse ritrova dolorose esperienze che ha incise nella propria anima, le forme del dolore sono molte e si alleano facilmente.

Tuttavia, le radici, per quanto solide, non giustificano il dolore che si procura insultando, e comprendere una azione non significa giustificarla.

Che ogni atto violento abbia una radice di dolore non lo rende immune da essere fermato, con decisione e senza veemenza.

Il dolore dell’insultante va prima individuato e poi chiarito, soprattutto al portatore, che affronterà un doloroso percorso di consapevolezza per svincolarsi dalla prigionia della rabbia.

Le radici della rabbia si intrecciano a costituire il nido di origine della persona, e dipendono da quanto il nido sia stato materno o paterno e da quali eccessi o lacune vi siano state:
padri eclissanti, madri assenti, parenti giudicanti, compagni opprimenti, sono solo sparuti esempi di infinite combinazioni del disagio.

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