Il potere triste e l’impotenza felice


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Il potere forse non logora, ma spesso è una magra soddisfazione.

Si potrebbe smettere di guardare solamente cosa permette il potere: il potere di comprare e possedere, il potere di decidere, di smettere, di cambiare.

Si potrebbe cercare cosa comporta tutto questo: una situazione di allarme, di tensione continua per difendere il frutto della conquista, oppure una flemma inossidabile, che non concede istanti di tenerezza, di spontaneità.

Basta guardare gli occhi, o la bocca, per capire se uno è felice.

A che serve il potere se provoca infelicità? Non abbiamo imparato nulla dalle dittature ordinate che hanno impregnato di tristezza interi popoli?

Vorreste un abbraccio da un padre emotivamente asettico, o sareste felici se vostra figlia si innamorasse di un uomo così? Crescereste un figlio ai valori di una esistenza sterile?

Se le risposte sono affermative, non ci siamo capiti. Per me non vale la pena una vita di inseguimenti, senza spazio per soste di compiacimento.

Voglio evidenziare che il potere infelice non è certo vantaggioso, in un primo tempo se si è giovani e rampanti, la forza e la volontà sono gratis e i progetti occupano tutta la nostra mente. Il futuro cancella la fatica.
Poi le cose cambiano, sentiamo che i valori sono altri e ciò che prima era un meraviglioso traguardo, ora è insignificante.
Non essere pronti a questo cambiamento è drammatico, io non vorrei, per nulla al mondo, esserne preda, conosco il dolore di quei denti.

Il potere causa attaccamento e ciò porta inevitabilmente al dolore.

Chiarito questo, si deve subito evitare un errore banale, cioè costruire la negazione simmetrica del concetto precedente, ovvero: diventare menefreghisti rende felici.

Il non attaccamento è un lungo esercizio mentale, emotivo e fisico per non aggrapparsi a singole stampelle che sono destinate a cedere.

Togliere il monopolio puro al potere, aggiungere il sostegno del corpo, dare spessore alle emozioni, costruisce un trio di forze che si sorreggono a vicenda.

L’impotenza felice è la pacata accettazione della forza degli eventi esterni e la capacità di modellarsi al loro imporsi, come cavalcare onde immense.

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