Il portamento, prima parte


Tra i fattori in grado di influenzare maggiormente il percorso e la qualità della nostra vita, metto senza alcun dubbio il portamento.

Purtroppo esistono calamità e lutti che travolgono le nostre vite e questi eventi non possono essere evitati. Noi dobbiamo evitare che ci annientino e l’unica possibilità che vedo è impedire che prendano il totale controllo del nostro corpo, perchè esso è l’agente della nostra riscossa e la fonte della nostra intuizione creativa.

Agire sul portamento crea un legame tra intenzione e corpo.

Il modo in cui noi ci muoviamo e restiamo immobili cambia il funzionamento del nostro corpo e comunica a tutti quelli che ci guardano molte più informazioni di quelle che potremmo mai immaginare.

E’ dunque un effetto che si ripercuote sia verso l’interno, verso il corpo, che verso l’esterno, verso gli altri.

Non è possibile impedire queste correlazioni. Infatti se abbiamo una postura afflitta, molti lo vedranno, così come un portamento fiero e sicuro verrà subito percepito.

Però è anche vero che tutti noi siamo, fortunatamente, perfettamente in grado di intervenire sulla postura attraverso esercizi adatti.

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Come cogliere le differenze: la figura a sinistra ha l’addome sporgente e la testa in avanti, la schiena incurvata e le gambe rigide. La figura a destra ha la pancia sostenuta dai muscoli addominali inferiori, le gambe rilassate e portanti, la schiena rilassata.

Dalla postura a sinistra si passa a quella di destra con una sola semplice manovra, la retroversione del bacino.

La manovra è semplice a dirsi, ma per riuscire a farla ci vuole pazienza. A volte basta poco, a volte occorrono mesi per farla propria.

Bisogna portare il bacino ruotato in avanti, cioè con il pube verso il cielo.

In fisiologia si chiama retroversione del bacino, in gestalt e in bioenergetica forma il grounding, nelle arti marziali giapponesi si dice “avere un buon hara”, ecc.

La situazione opposta, detta anteroversione del bacino, corrisponde alla lordosi. Essa predispone a numerose conseguenze che vedremo nella parte seconda, invece ora vediamo i vantaggi della corretta impostazione.

Prima di tutto, va detto che possiamo imparare e rendere naturale questa nostra piccola, ma profonda rivoluzione, a qualsiasi età e condizione se, e solo se, ci appassioneremo alla sua conquista.

Se riusciremo ad avere uno spirito di curiosità e di divertimento allora ce la faremo, altrimenti l’impresa sarà logorante e ben presto smetteremo.

È importante fare un breve elenco di piacevoli “stati dell’essere” in grado di stimolare il nostro interesse. Ognuno provvederà poi a metterli in una sua personale classifica di importanza.

Ad esempio:

  • Sentirsi tonici e capaci di ridere, giocare ed amare
  • Amare la propria pancia e sentire che funziona bene
  • Sentirsi sani, sereni e soddisfatti
  • Amare il proprio respiro e la propria voce
  • Saper aggiungere altre frasi a questo elenco…
  • Ognuna delle affermazioni di questa lista rappresenta un profondo modo di essere cui si giunge solamente tramite un percorso. Non si tratta certo di un breve momento ottenuto grazie a qualche pillola o ad un evento occasionale.

    Eventi esterni a noi possono contrastare efficacemente il nostro desiderio di stare bene, quindi, se abbiamo ancora energie per reagire, dobbiamo impiegarle per creare altre energie. E’ quello che avviene quando un predatore mangia, per avere forze per cacciare nuovamente.

    Va detto che ci si stiamo sempre riferendo a condizioni di assoluta ordinaria quotidianità nella vita degli individui e non invece a quei casi particolari in cui purtroppo si stanno vivendo situazioni di grave lutto o calamità.

    Il corretto portamento cura la gestione dei muscoli affinchè nessuno di essi sia trascurato e causi un eccessivo logorio di quelli che lo sostituiscono.

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    Non è mai un solo muscolo ad impedire che l’equilibrio sia compromesso, nè potrebbe da solo ripristinarlo.
    Un muscolo impone il suo contributo a tutta la maglia di cui siamo intessuti. Ogni cedimento e ogni tensione echeggiano fino agli estremi della ragnatela.

    (Così come il ragno costruisce la sua tela sul mondo e da questo prende nutrimento, l’uomo costruisce la sua identità con i suoi arti e riceve dal mondo nutrimento ai suoi sensi. E così come spezzare un solo filo della tela ne cambia il disegno, allo stesso modo una sola fibra cambia il nostro portamento.)

    Una piccola parte di noi può farci soffrire e, con il tempo, logorarci. Perfino un’unghia ha un grande potere, se ci duole nel tempo.

    Quando un dolore sposa il tempo, dobbiamo prontamente farli separare e se non sappiamo come agire, dobbiamo chiedere aiuto prima che l’impegno per risanarsi sia maggiore delle forze che ci restano.

    Se siamo troppo deboli, il percorso di guarigione sarà lungo, faticoso e costoso.

    Avremo bisogno di essere sostenuti ed incoraggiati, dovremo imparare a non essere troppo severi con noi stessi per essere caduti in una così grave situazione, perché ciò accade a molte persone insieme a noi. Questo è già successo e accadrà ancora.

    In ogni caso il rimprovero, proprio ed altrui, ha sempre portato scarsi risultati, anche se rimane una pratica diffusa.

    Sarà indispensabile imparare a non accettare giudizi sbrigativi e superficiali, che tanto abbondano in un mondo da fast food emotivo. potremmo anche arrivare a constatare che a volte il nostro rifiuto si rivela essere persino di aiuto a chi lo riceve.

    Per evolvere la nostra situazione, abbiamo davanti a noi due percorsi possibili: uno intensivo ed uno graduale.

    È bene chiarire cosa implica prendere una strada oppure l’altra, perchè è molto svantaggioso scoraggiarsi a metà percorso. Potremmo abbandonare del tutto la missione e pensare per sempre che noi non possiamo avere obiettivi così alti.

    Il percorso intensivo possiamo intraprenderlo solo se abbiamo molta voglia di riscossa, abbiamo energie e disponiamo di tempo e risorse, prenderemo lezioni individuali. Il nostro motto sarà: “se vuoi vedere, impara ad agire” e sfrutteremo la nostra energia per superare le difficoltà di una tale rivoluzione. Proveremo il piacere del sudore, della fatica e del conseguente indolenzimento, perchè sentiremo che siamo vivi.

    Il percorso graduale va scelto se siamo stanchi, logorati, demotivati, il nostro motto sarà: “piccoli vantaggi con piccolo sforzo”, cercheremo lezioni collettive di cose che ci abbiano sempre interessato e sfrutteremo la nostra sensibilità per apprezzare i miglioramenti. Nel contempo proveremo piacere ad essere nutriti da questo mondo.

    Per entrambi i percorsi esistono così tante varianti che nessuno di noi avrebbbe vita lunga abbastanza per sperimentarle tutte.

    Le strade, fortunatamente, si incrociano spesso e così ogni momento possiamo scegliere quale strada ci conviene, come un antico detto suggerisce: “ogni grande marcia inizia con un piccolo passo” ogni piccola scelta fa grande la persona.

    Fine prima parte.

    Una risposta a "Il portamento, prima parte"

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    1. Mio caro complimenti. Tantissima verità e saggezza. Il portamento è essenzialmente importante. Nei momenti di difficoltà cerco di ricordarmi ciò che mi è stato insegnato dai miei fin da piccola : fermati, fissa un punto, respira profondamente, apri le spalle e vai…

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